La gnatologia, lo Zen e l’arte di masticare bene

di Gabriella Tornotti

zenGnatologia, che sarà mai? Ne sentiamo spesso parlare e se pur istintivamente ne si intuisca l’ambito di applicazione, non sempre ne sappiamo abbastanza. Dal greco gnatòs (γνάτοσ): mandibola. In due parole: la scienza del morso, del mordere. Per la precisione, lo studio del modo in cui le arcate dentarie si chiudono (e aprono…), che sentiamo spesso definire con il termine occlusione dal nostro odontoiatra e che idealmente dobbiamo mantenere in equilibrio, uno tra gli obiettivi prioritari nella ricerca del raggiungimento di una globalmente buona qualità della vita. Uno tra gli obiettivi delle pratiche Zen. Alle spalle dell’essenziale funzione primaria relativa al mordere, cioè la masticazione, vi è il lavoro millimetricamente coordinato ed equilibrato di moltissimi fasci muscolari, tendinei, nervosi e di strutture ossee, articolari, cutanee e mucose.

I protagonisti dunque sono non solo gli elementi dentali in senso stretto: un buon allineamento delle arcate è certa garanzia di buona occlusione, ma non dobbiamo mai dimenticare che è il risultato di molteplici forze e strutture sottostanti, sia nelle situazioni fisiologiche corrette (normo-occlusione) che in quelle patologiche (malocclusione in tutte le sue varianti). In questi ultimi casi spontanea viene l’associazione con il termine ortodonzia, che spesso riconduciamo al nostro passato, o al presente e al futuro dei più giovani e non solo, nelle mani di specialisti.

    Se l’obiettivo di un buon allineamento, della simmetria delle arcate può essere il lato estetico, quello funzionale è altrettanto se non maggiormente importante.  Innanzitutto per le funzioni di respirazione e masticazione, primarie per la sopravvivenza, nonché per le ripercussioni sull’equilibrio dell’organismo in toto perché e bene ricordare che siamo un “unicum” di strutture complesse tre loro collegate senza soluzione di continuità, dalla sommità del capo sino alla punta delle estremità inferiori.

    La gnatologia si occupa dello studio e della cura globale dei rapporti tra le componenti strutturali e meccaniche deputate all’allineamento delle arcate e delle funzioni ad esse correlate.  Ha un ruolo fondamentale nell’identificare e intercettare i soggetti a rischio di malocclusione, fornire i consigli individuali per correggere atteggiamenti e comportamenti viziati, sempre a supporto degli essenziali presidi di pertinenza odontoiatrica e ortodontica di riabilitazione implanto-protesica.

    Soffermandoci sulla masticazione, sappiamo che alla sua realizzazione concorre, oltre alla fitta rete di muscoli del volto, labbra, guance, cavo orale, anche l’articolazione temporo-mandibolare (atm) che aggancia alla mandibola l’osso mascellare superiore. L’usura cui sono sottoposte tali strutture muscolari ossee e tendinee è inevitabile. Perciò, come avviene in tutte le funzioni “ortopediche”, tanto più corretti saranno i reciproci movimenti delle arcate, tanto minori saranno i danni correlati. Tanto maggiore sarà la capacità di gestire correttamente il boccone, tanto migliore sarà sia la reazione delle strutture che vi concorrono, così come migliore sarà la fase della digestione che inizia nella bocca, primo organo dell’apparato digerente. Prestare attenzione a ciò che mastichiamo deve diventare un automatismo sofisticato, ma allo stesso tempo un atto consapevole e tendere a raggiungere un equilibrio, generale e particolare.

     Essere in grado sminuzzare correttamente il cibo significa innanzitutto preparalo per venire amalgamato dalla saliva così da renderlo apprezzabile nel gusto e predisporlo alle fasi successive della digestione, che per alcune molecole avviene già nel cavo orale ad opera di enzimi salivari. Allo stesso tempo è essenziale realizzare la miglior simmetria possibile (parlare di perfezione è quasi sempre inappropriato) durante gli atti masticatori per contribuire a mantenere il corretto equilibrio fra le strutture, ricorrendo ad una tecnica che prevede una regolare alternanza di ripartizione del boccone.

    Tra le componenti che possono interferire con una corretta occlusione, e di riflesso con la masticazione, vi sono elementi strutturali (quali le varianti patologiche del morso: ad esempio incrociato, inversus e cosi’ via, l’assenza di elementi dentali, asimmetrie fisiologiche o traumatiche etc) e funzionali come bruxismo (digrignamento), onicofagia (vizio di rosicchiare le unghie), deglutizione permanentemente infantile o patologica e altro. Insomma: tutto ciò che comporta una deviazione dai canoni standard di normalità e della corretta masticazione, nonché della funzionalità dell‘articolazione.

      Introducendo bocconi in dimensioni piccole,  proporzionate al proprio cavo orale, abbiamo la possibilità di poterli elaborare al meglio, alternandone la posizione, contemporaneamente a destra  e a sinistra e masticandoli lentamente, il più possibile fino a farne raggiungere la consistenza ideale grazie alla maggior produzione di saliva; questo  sia per favorire  l’inizio della digestione, che  per  apprezzarne il gusto e discriminarne l’appetibilità in senso positivo o negativo, oltre che a raggiungere un preliminare senso di sazietà di grande supporto nel caso di regimi dietetici restrittivi. Sapremo poi gustare il boccone con il piacere o meno relativo alla materia prima che lo compone, e che ci mette anche in comunicazione con il mondo esterno, quello dei sapori e dei profumi che concorrono a determinare il gusto, apprezzandolo sensorialmente. I movimenti della lingua e la deglutizione hanno evidentemente un ruolo comprimario ed importante, così come la respirazione e se impariamo ad effettuare atti respiratori coordinati e profondi, anche a componente addominale, il nostro sistema è pronto a raggiungere o mantenere un buon equilibrio di cui dovremo avere la giusta inconscia consapevolezza Zen.

E’ evidente che se la base ossea e dentale su cui interviene la masticazione è allineata, comprensiva di tutti gli elementi strutturali e soprattutto in equilibrio anche quando esistano imperfezioni individuali o deviazioni dalla norma, corrette grazie ai consigli ed all’operato del nostro odontoiatra e degli specialisti, il gioco è fatto.

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