I Probiotici più promettenti per la salute orale

di Alessandro Pala

probioticiLa definizione di Probiotico dell’Organizzazione Mondiale della Sanità come di “microrganismo vivente che, se somministrato in quantità adeguate, conferisce benefici alla salute dell’ospite” è relativamente recente (2001). Tuttavia i tentativi di curare infezioni umane causate da patogeni o aumentare la resistenza dell’ospite (batterioterapia o batterioprofilassi) risalgono alla fine dell’800. Il primo esempio è probabilmente quello di Cantani che nel 1885 descrisse idea e modalità con le quali aveva guarito un paziente insufflando nei polmoni “Bact Termo“ per sostituire il Bacillo della Tubercolosi.

Altri tentativi di Batterioterapia contro difterite, antrace e tubercolosi furono coraggiosamente intrapresi negli anni successivi e culturalmente sostenuti dalle teorie di Elie Metchinikoff. Questi, premio Nobel per la “Medicina o Fisiologia” del 1908, aveva elaborato le osservazioni sulla longevità dei contadini bulgari ipotizzandone la causa nel consumo di prodotti fermentati con batteri produttori di acido lattico (LAB). Lo sviluppo e le applicazioni di
questi Probiotici “ante-litteram” furono interrotti dalla prepotente comparsa degli antibiotici, ritenuti da subito rimedi universali e onnipotenti delle patologie batteriche.

Diversamente dalle aspettative, nell’intervallo di tempo di una sola generazione umana, molti batteri si sono gradualmente adattati agli antibiotici, o alle loro combinazioni, trasformandosi in specie resistenti, denominate “Multiresistenti” o “Superbatteri” (Superbugs). Da qui nasce la necessità oggettiva di
sviluppare nuove terapie non antibiotiche in coincidenza con una crescente richiesta di rimedi naturali, come la modulazione del microbiota (insieme di microrganismi che convivono col nostro organismo senza danneggiarlo) con Batteri Probiotici. Questo orientamento, basato sulla conservazione dell’equilibrio del microbiota, si è via via rinforzato con le recenti acquisizioni degli effetti benefici esercitati dai batteri probiotici su molte patologie, incluse quelle orali.

I LAB, capaci di trasformare saccarosio ed altri zuccheri in acido lattico, comprendono molti generi tra quali i Lactobacilli, i Cocci Gram-positivi, e Bifidobacteria. Questi hanno dimostrato di possedere proprietà di contenimento dello sviluppo della carie. Il L. rhamnosus, per esempio, somministrato nel latte per 7 mesi a bambini di 1-6 anni, riduce sia l’incidenza della carie, sia la presenza di batteri cariogeni nella saliva. Simili osservazioni hanno permesso di quantificare la riduzione dell’insorgenza di carie in nuovi soggetti dal 24% al 9.7 %. La valenza profilattica dei LAB è stata ulteriormente confermata dal consumo quotidiano di formaggio contenente L. rhamnosus o di gelati con Bifidobatteri.

Anche il L reuteri, presente in alcuni yogurt commerciali, sembra avere attività anticariogene “in vivo” ed “ in vitro”. L’efficacia profilattica di alcuni probiotici è stata anche valutata con l’ausilio di sofisticati e convalidati metodi informatici, come quello il grado di sviluppare il Cariogramma, cioè di valutare il rischio di nuove carie, elaborando più fattori, protettivi e patologici, selezionati ed introdotti nel software dall’esperienza del dentista. E’ stata valutata cosi l’efficacia dello Streptococcus salivarius M18 incluso in pasticche masticabili (commerciali), somministrate a un gruppo di bambini ad alto rischio: questo, inizialmente dell’80%, scende al 30% dopo 3 mesi di trattamento, ed è accompagnato dalle riduzioni della placca e delle quantità dei batteri cariogeni.

Alcuni Lactobacilli sembrano capaci di apportare benefici alle patologie infiammatorie gengivali ed a quelle progressivamente distruttive dei tessuti di supporto del dente, come le periodontiti. In particolare, il L. reuteri riduce i sintomi della gengivite, mentre il L.brevis in compresse riduce i segni clinici delle periodontiti croniche. Il latte, fermentato con L. Helveticus inoltre, esplica la sua attività contro la perdita dell’osso alveolare favorendo la crescita delle cellule produttrici della matrice organica dell’osso.

Lo sbilanciamento della composizione del microbiota orale può determinare la crescita di batteri che favoriscono la formazione di composti maleodoranti, cioè dell’alitosi. L’efficacia probiotica dello Streptococcus salivarius K 12 consisterebbe nella sua capacità di inibire la crescita di questi batteri e di ridurre quindi la formazione dei composti responsabili dell’alitosi. Il lentissimo sviluppo di nuovi farmaci antimicotici e la comparsa dell’“antimicoticoresistenza” rendono la prospettiva dell’opzione probiotica per la prevenzione e la terapia di micosi del cavo orale molto allettante. Nelle infezioni da Candida la somministrazione di Probiotici si è rivelata molto promettente: 50 g formaggio/giorno, contenenti L. rhamnosus e Propionebacterium freundenreichii, per 16 settimane, sono efficaci nel controllo della candida orale e dell’iposalivazione negli anziani. Il L. casei e il Bifidobacterium breve, sospesi nel succo di frutta, riducono la prevalenza di Candida nella saliva e stimolano la secrezione di anticorpi anti-candida.

Le preparazioni di batteri Probiotici sono commercialmente disponibili come polveri contenenti uno o più ceppi mescolati “ad hoc”, e possono essere sospese in acqua, latte o bevande non calde; anche capsule e compresse sono largamente impiegate per la somministrazione di Probiotici. La distribuzione alimentare è molto ricca di cibi Probiotici tra i quali prevalgono i latticini perché forniscono condizioni ambientali favorevoli alla crescita batterica. Gli Yogurt, ottenuti sempre con Streptococcus thermophilus e Lactobacillus bulgaricus, possono contenere anche molti altri batteri, es. il Bifidobacterium lactis . Il Latte fermentato, è un altro diffuso veicolo di batteri Probiotici, mentre meno comune, in Italia, è il Kefir, prodotto da latte intero con batteri e lieviti e caratterizzato da un gusto debolmente acidulo-alcolico.

I formaggi sono considerati ottimi vettori di batteri Probiotici per le loro proprietà chimiche; in particolare il Lactobacillus casei e il Lactobacillus acidophilus sono largamente utilizzati dall’industria casearia, ma i formaggi possono contenere anche gli altri batteri che abbiamo già menzionato per la loro attività pro-salute orale. I Fiocchi di latte e le loro varianti, note come Cheese Cottage, presentano profili ambientali favorevoli all’incorporazione dei batteri e costituiscono un’alternativa ad altri formaggi grazie al modesto contenuto di grassi. Anche il Cheddar, tipico e diffuso formaggio inglese, è commercialmente disponibile con differenti combinazioni di Probiotici (più specie di Bifidobacteria e Lactobacilli). Formaggi del tipo “Qark”, Stracchino, Panna acida, ma anche Mousse di cioccolata e gelati industriali sono stati proposti come veicoli di Probiotici.

Yogurt, latti fermentati e formaggi molli sono i prodotti a maggior contenuto microbico, fino a cinquecento milioni di batteri/ grammo, mentre i formaggi stagionati hanno un contenuto microbico più basso (circa un milione di batteri/ grammo). Verdure fermentate (es crauti) o tè ,del tipo “Kombucha”, sono apprezzati esempi non-caseari di vettori di Probiotici.

La crescita esponenziale di interesse per identificazione, caratterizzazione ed impiego di nuovi probiotici è motivata dall’aspettativa del loro apporto di benefici alla salute, ma richiede ancora l’approfondimento di proprietà importanti come la specificità dei ceppi batterici per le varie infezioni orali e la loro capacità di colonizzare stabilmente nel tempo le superfici della cavità orale; altrettanto rilevanti sono la necessità di stabilire precise relazioni tra dose di probiotico e risposta e la scelta dei migliori veicoli di somministrazione. Un’ulteriore motivazione del crescente interesse è probabilmente rappresentata dal lucroso potenziale commerciale (business) di queste applicazioni. Non si tratta di interessi per nuovi farmaci perché nessun Probiotico può essere considerato farmaco, ma piuttosto integratore o alimento Probiotico, e non può quindi costituire un’alternativa alle terapie tradizionali né può rappresentare l’elisir di lunga vita probabilmente vagheggiato da Metchinikoff.

L’uso dei batteri Probiotici rappresenta oggi solo un mezzo complementare per la conservazione di una buona salute orale, mentre la ricerca sembra
poter offrire vicine prospettive di sviluppo di una più efficiente generazione di prodotti più accuratamente e precisamente caratterizzati per efficacia profilattica e terapeutica.

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