Il ruolo dell'olio evo nel controllo delle patologie croniche infiammatorie e di quelle orali

di Alessandro Pala

olio evoLe origini dell’uomo si intrecciano con la presenza dell’ulivo che è sempre stato considerato simbolo di benessere, di forza, di pace, di sensazioni positive e di scampato pericolo, come rammenta la colomba dell’arca che porta a Noè un rametto di ulivo del Monte Ararat, in Armenia, ad est della Turchia. L’ulivo entra poi nell’area più geograficamente mediterranea e s’infiltra prepotentemente nella sua cultura attraverso la mitologia greca, come albero nato dalla lancia di Atena conficcata nella terra o come legno pregiato impiegato da Ulisse per intagliare il letto nunziale. Non meravigli quindi, considerata la sua vasta diffusione già da quei tempi lontani, che dell’olivo non siano state apprezzate solo le proprietà “nutritive” dei suoi frutti e del prodotto della loro spremitura, l’olio, ma anche le peculiari virtù “ farmaceutiche” , oggi collettivamente indicate come “nutraceutiche”.

Forte di queste conoscenze, Ippocrate suggeriva l’impiego del succo di olive fresche per curare le malattie mentali e degli impacchi di olive macerate per guarire le ulcere. Viene da pensare che il bersaglio comune potesse essere rappresentato, in ambedue i casi, da stati infiammatori, diversamente localizzati e più o meno acuti. E’ forse per ragioni simili che per tutto l’ottocento l’olio di oliva è stato applicato topicamente alle gengive affette da patologie paradontali, allora denominate come “ piorrea”. Durante il Rinascimento all’olio extravergine di oliva (evo) si riconoscevano genericamente virtù ipotensive ed antidiabetiche, ma solo oggi , dopo oltre 5 secoli, si cominciano a palesare i meccanismi che governano le attività biologiche di questo olio.

Da più studi clinici sperimentali di tipo “ cross-over *”, condotti erogando a soggetti sani e pre-diabetici (alterata glicemia a digiuno) pasti con e senza olio evo, è emerso con chiarezza che i pasti con olio migliorano il profilo glicemico e lipidico rispetto a quelli senza olio. Abbassano infatti i valori di glicemia e alzano quelli di insulinemia con un meccanismo dipendente dalla sovraespressione dell’incretina GLP-1. Sono state registrate infatti significative riduzioni dei livelli plasmatici dell’enzima Dipeptidil-Peptidasi-4 , che determina un aumento dell’Incretina GLP-1 che, a sua volta , inibisce la secrezione di Glucagone con conseguente abbassamento della glicemia ed innalzamento dell ‘insulinemia
Anche il profilo lipidico riceve benefìci dall’olio evo consistenti nella riduzione dell’ Apolipoproteina B-48 ( costituente delle LDL) e dei Trigliceridi. Dati consolidati indicano come l’ipertrigleridemia sia un importantissimo fattore di rischio cardiovascolare , soprattutto per i pazienti diabetici nei quali rappresenta l’anomalia lipidica più frequente.

L’insieme degli effetti benefici dell’olio evo sul metabolismo glicidico è importante nella prevenzione delle patologie orali associate al diabete. E’ infatti noto come concentrazioni medie di glucosio plasmatico (Emoglobina Glicata) maggiori del 7 % (53 mmol/mol) siano associate allo sviluppo di patologie periodontali di gravità crescente con il deterioramento del controllo glicemico : nell’insieme , il rischio di periodontite nei pazienti con diabete di tipo 2 è di 2-3 volte superiore , in prevalenza**, estensione e gravità.
Anche altre condizioni patologiche orali sono associate al diabete, come l’iperplasia gengivale determinata, sia pur raramente, dall’assunzione di farmaci Calcio-antagonisti, per il controllo l’ipertensione . Un’altra importante conseguenza del diabete è la Xerostomia (secchezza delle fauci per mancanza di saliva) che, a sua volta, costituisce un aumentato rischio di carie, di infezioni da candida e di ulcere croniche.

Non è obiettivo di questa nota illustrare i meccanismi patogenetici che legano diabete e patologie orali , ma dal 2007 la World Health Organization (WHO) insiste nel sottolineare gli stretti, intrinseci legami tra salute orale , salute generale e qualità della vita. Quest’ultima è fortemente condizionata dal sistema alimentare adottato e razionalizzare gli effetti benefici della dieta Mediterranea , che include l’olio evo come condimento di elezione , aiuta certamente a rendere più comprensibile il suggerimento del WHO evidenziando ulteriormente il rapporto tra salute- benessere generali e salute orale.

* Lo studio “Cross- over” prevede l’erogazione di più trattamenti, in questo caso pasti con e senza 10 g di olio evo, agli stessi soggetti, ma in tempi successivi.
** Rapporto tra numero di periodontiti rilevate in una popolazione in un momento definito e numero di soggetti osservati nello stesso periodo.

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